Ciondolo Trois Hirondelles Lalique

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Ciondolo Trois Hirondelles Lalique

LALIQUE -

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Ciondolo Trois Hirondelles Lalique

Motivi in cristallo perlaceo trasparente: 7,50 grammi
Vermeil, peso medio: 9,80 grammi
Lunghezza del ciondolo: 3,5 cm
Lunghezza della catena: 70 cm senza fermaglio

450,00 405,00

Puoi anche contattaci telefonicamente al numero +39 091 586282 o tramite WhatsApp al numero +39 391 3323691 (Lun/Sab - 16:30/20:00)




Il Ciondolo Trois Hirondelles Lalique rappresenta graziosi araldi della primavera e messaggeri della buona novella, le rondini sono un portafortuna universale a cui René Lalique ha spesso reso omaggio.

La Storia di Lalique

René Jules Lalique nacque ad Aÿ-Champagne il 6 aprile del 1860. Affascinato dall’arte orafa fin dalla sua infanzia, decise di dedicarsi totalmente all’oreficeria. È affiancando il gioielliere Louis Aucoc , figlio d’arte che nel 1877 acquistò l’azienda parigina Lobjois per poi mutarla in La Maison Aucoc , che René potette formare la sua carriera. Ad Aucoc, infatti, va il merito di avergli insegnato le tecniche orafe, trasmettendogli anche un elevato gusto estetico alimentato dalla corrente artistica Art Nouveau. Dopo l’apprendistato con il maestro, René Lalique frequentò la Scuola d’Arti decorative di Parigi seguendo i corsi di disegno e modellato. Nel 1978 il suo cammino lavorativo proseguì in Inghilterra, terra che lo ospitò per circa due anni.

Rientrato a Parigi, il giovane Lalique iniziò a lavorare per, Gariod, Jacta e acquistando, nel 1886, la piccola ditta Jules Destape per poi trasferire il suo laboratorio al 20 rue Thérèse, a Parigi. Il suo nome fece eco nell’alta borghesia francese entrando, di merito, nelle grazie dell’alto rango della società. Sarah Bernhardt, La voix d’or  del teatro e del cinema francese, affidò a René una serie di gioielli come la Tiara fatta disegnare dall’illustratore Alfonso Maria Mucha. Proprio all’attrice, René Lalique intitolò una medaglia in avorio raffigurante, in altorilievo, il volto della donna. La medaglia è oggi conservata al Museo D’Orsay.

Il successo di Lalique

Il successo dei gioielli realizzati da Lalique risiede nella loro ispirazione, ossia nella bellezza della natura e nel fascino delle nudità femminili, tratti tipici dell’Art Nouveau. Il suoi monili si distinsero per la varietà di materiali utilizzati. Con  il vetro, il corno, gli smalti e l’avorio, riuscì a modellare meravigliosi insetti. La sua fama, assieme ad Antonin Daum – figlio dell’imprenditore Jean Daum – ed Emile Gallé accrebbe grazie all’Esposizione Universale tenutasi a Parigi nel 1900.

Nel suo complesso percorso, sicuramente generoso di ingegno, Lalique ci ha lasciato bijou raffiguranti femme-fleu, sirene, meduse, pavoni, cigni, farfalle, api – le ali degli insetti erano realizzate con la tecnica del “plique-à-jour-  , cigni, temi wagneriani. Le sue erano opere nobili, come lo dimostra il diadema a forma di orchidea in avorio, corno e piccolo topazio al centro, conservata al Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona. Il monile diventa la chiave di lettura per inscrivere la padronanza tecnica di René Lalique nell’arte dell’oreficeria.

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