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LALIQUE VASO FEUILLAGE MM

LALIQUE - LALIQUE VASI

LALIQUE_VASO_FEUILLAGE

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LALIQUE VASO FEUILLAGE MM

H. 24 CM

L. 13,5 CM

 

1.200,00 900,00

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LALIQUE VASO FEUILLAGE MM

LALIQUE, una storia che si fonde con la storia delle Arti decorative del XX secolo.

René Lalique ha iniziato la sua carriera come designer di gioielli divenendo il creatore del gioiello per antonomasia dell’età moderna. La passione per il vetro lo porta a creare oggetti dai più comuni articoli regalo ai più particolari dove trasparenza, lavorazione, riflessi gli fanno ottenere un grande successo internazionale. Lo stile Lalique nasce dal disegno dell’artista che crea, in totale osmosi con il cristallo, un’espressione riconoscibile dalla modellazione manuale di parti e insiemi che diventano scultura, ricca di particolari che danno un contrasto particolare al cristallo, trasparente e satinato, trasformandolo in sculture di luce.

L’originalità dello stile Lalique è frutto di un particolare processo produttivo, che non si esaurisce con la lavorazione a caldo del cristallo. A questa fase, infatti, segue un meticoloso processo di lavorazione a freddo di ogni pezzo, durante il quale le mani esperte di artisti del cristallo impreziosiscono ogni dettaglio e rimuovono qualsiasi imperfezione.

Siamo in presenza di un autentico lavoro di scultura, i bordi sono intensificati, alcuni dettagli sono enfatizzati come il movimento di una chioma o l’espressione di un viso scolpito. Ogni pezzo deve passare numerose fasi intermedie di lavorazione e controllo prima di meritare la firma LALIQUE che viene realizzata a mano libera utilizzando una punta di diamante, come prova della sua autenticità e qualità.

La Storia di Lalique

René Jules Lalique nacque ad Aÿ-Champagne il 6 aprile del 1860. Affascinato dall’arte orafa fin dalla sua infanzia, decise di dedicarsi totalmente all’oreficeria. È affiancando il gioielliere Louis Aucoc , figlio d’arte che nel 1877 acquistò l’azienda parigina Lobjois per poi mutarla in La Maison Aucoc , che René potette formare la sua carriera. Ad Aucoc, infatti, va il merito di avergli insegnato le tecniche orafe, trasmettendogli anche un elevato gusto estetico alimentato dalla corrente artistica Art Nouveau. Dopo l’apprendistato con il maestro, René Lalique frequentò la Scuola d’Arti decorative di Parigi seguendo i corsi di disegno e modellato. Nel 1978 il suo cammino lavorativo proseguì in Inghilterra, terra che lo ospitò per circa due anni.

Rientrato a Parigi, il giovane Lalique iniziò a lavorare per, Gariod, Jacta e Acnuacquistando, nel 1886, la piccola ditta Jules Destape per poi trasferire il suo laboratorio al 20 rue Thérèse, a Parigi. Il suo nome fece eco nell’alta borghesia francese entrando, di merito, nelle grazie dell’alto rango della società. Sarah Bernhardt, La voix d’or  del teatro e del cinema francese, affidò a René una serie di gioielli come la Tiara fatta disegnare dall’illustratore Alfonso Maria Mucha. Proprio all’attrice, René Lalique intitolò una medaglia in avorio raffigurante, in altorilievo, il volto della donna. La medaglia è oggi conservata al Museo D’Orsay.

Il successo di Lalique

Il successo dei gioielli realizzati da Lalique risiede nella loro ispirazione, ossia nella bellezza della natura e nel fascino delle nudità femminili, tratti tipici dell’Art Nouveau. Il suoi monili si distinsero per la varietà di materiali utilizzati. Con  il vetro, il corno, gli smalti e l’avorio, riuscì a modellare meravigliosi insetti. La sua fama, assieme ad Antonin Daum – figlio dell’imprenditore Jean Daum – ed Emile Gallé accrebbe grazie all’Esposizione Universale tenutasi a Parigi nel 1900.

Nel suo complesso percorso, sicuramente generoso di ingegno, Lalique ci ha lasciato bijou raffiguranti femme-fleu, sirene, meduse, pavoni, cigni, farfalle, api – le ali degli insetti erano realizzate con la tecnica del “plique-à-jour-  , cigni, temi wagneriani. Le sue erano opere nobili, come lo dimostra il diadema a forma di orchidea in avorio, corno e piccolo topazio al centro, conservata al Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona. Il monile diventa la chiave di lettura per inscrivere la padronanza tecnica di René Lalique nell’arte dell’oreficeria.

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